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Perchè Libro vuol dire Libero?

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Perché un libro libera la mente: favorisce la conoscenza, affina le capacità critiche, promuove la diffusione di pensieri e di idee.

Perché un libro libera la fantasia: è un viaggio in mondi lontani nel tempo e nello spazio, eppure raggiungibili in qualsiasi momento.  


Perché un libro libera il corpo: durante la lettura, dona rilassatezza alle membra.

Ecco, quindi, lo scopodel blog: solleticare l'immaginazione attraverso i racconti e condividere le emozioni suscitate da libri che rapiscono la mente.

'Le ho mai raccontato del vento del Nord' di Daniel Glattauer

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Trovato nelle promozioni in libreria, non mi ero lasciata intimidire dal titolo non molto convincente (e tanto simile a L'eco lontana delle onde del Nord, con cui non ha nulla in comune): la trama, al contrario, mi aveva davvero incuriosita. In effetti, ritengo che il titolo non sia abbastanza evocativo. Ciò che riguarda il Nord, però, lo devo ammettere, mi piace.
Ad ogni modo, questo è stato un vero record: un libro letto in soli due giorni (ovviamente, due giorni di lavoro full-time affiancato alla dura vita da pendolare).
Veniamo al dunque: un uomo e una donna cominciano, per caso, a scambiarsi e-mail e continuano a farlo, per scelta. Il resto bisogna leggerlo per capire quanto le pagine siano ipnotiche e totalizzanti, esattamente come la dinamica che si stabilisce tra Emmi e Leo, la quale condiziona l'andamento della quotidianità ed influisce su tutte le sfere della loro vita. Un diversivo dalla realtà, dunque, questo gioco: lei che cerca di evadere da una vita tranquilla, rou…

'Sono contrario alle emozioni' di Diego De Silva

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Quasi quasi ci prendo gusto ad accettare i libri in prestito. Come per Non è la fine del mondo, anche l'avvicinamento al geniale De Silva mi è stato caldamente suggerito, enfatizzato da un vivido entusiasmo. Il volumetto è giunto a me dopo una distensiva chiacchierata di confronto su libri letti e da leggere. Quanto può rendermi felice una tale conversazione? Impossibile quantificare.
Avevo già in libreria "Non avevo capito niente", ma qualche anno fa i monologhi dell'avvocato Vincenzo Malinconico, a dire il vero, un po' mi annoiavano. Blasfemia? Sicuramente quelli di De Silva costituiscono una tipologia di romanzo molto diversa da ciò che leggo di solito (narrazioni classicamente intese, seppur con le varianti del caso). Piccoli capitoli con titoli assai evocativi si susseguono, presentando un'alternanza di monologhi, lotte conversazionali con se stesso, dialoghi con lo strizzacervelli e brevi accenni a vicende relative alla sfera relazionale del protagonista.…

'Non è la fine del mondo' di Alessia Gazzola

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Mi piace molto quando qualcuno mi consiglia un libro. 
La gioia della condivisione è contagiosa. E poi un libro rispecchia sempre una sfumatura della persona che lo ha scelto: è come se potesse aiutarci a conoscere meglio quella persona.

Senza cadere in ulteriori divagazioni, è facile intuire che questo romanzo mi è stato prestato; e questo è stato di certo un modo per sfatare la mia rigidissima convinzione secondo la quale non posso leggere un libro se non è di mia proprietà. E' che mi infastidisce non poterlo fare mio: sottolineare, piegare i lembi della pagine, prendere appunti, renderlo un prolungamento del mio corpo.
Eppure non ho potuto rifiutare. "Non sarà la fine del mondo", ho pensato (in maniera involontariamente assai pertinente), accettando lusingata l'invito, al candido: «La protagonista assomiglia tanto a te!».

Comincio a leggere e capisco di trovarmi di fronte ad una favola moderna. Non mi dispiace affatto, in questo momento. 
Effettivamente, man mano che s…

Chi sono

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Signori si nasce

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Cantine aperte: ma che bella iniziativa!
Vado con gli amici a visitare la più antica cantina irpina. 

Sotto un vivido sole di maggio che mette a dura prova le capacità attentive, ascoltiamo incuriositi un po' di storia. 
Il gruppo di visitatori è rivolto, compatto, verso l'oratore. Ma due note stonate si impongono alla mia vista. Una donna, sulla cinquantina, seduta sul muretto, con le ginocchia tirate al petto e grandi occhiali neri, rivolge il viso al sole; ha i lobi adornati da due grandi orecchini dorati e sfoggia un abbigliamento che, a primo impatto, appare curato. Subito davanti a lei, un bambino, di circa otto anni, con riccioletti biondini a caschetto, fotocopiando l'atteggiamento alternativo della donna, siede con la medesima postura.
Finalmente il gruppo gode di un po' di frescura nel proseguire il percorso all'interno della cantina umida; segue le spiegazioni della guida che intanto continua ad illustrare storia, luoghi, strumenti e produzione della bevand…

La rinascita

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Sergio si recava al lavoro tutte le mattine con lo stesso autobus. Era molto stanco della vita da pendolare: unico aspetto che quasi esclusivamente, conferendogli un'aria stanca, pesava sull'età che dimostrava. Aveva i capelli bianchi e leggermente radi sullo scalpo; alcune mattine preferiva indossare gli occhiali scuri per nascondere le occhiaie, mentre proprio mai riusciva a nascondere ai suoi occhi quel tremore alla mano sinistra che lo affliggeva e lo faceva sentire tremendamente, inesorabilmente vecchio.
Nessuno avrebbe notato quel tremore, se solo avesse evitato di utilizzare in maniera preponderante la mano in questione: sembrava, al contrario, voler sottolineare la sua sofferenza, come un tentativo di sventolare bandiera bianca al cospetto della vita, accettando quella croce con rassegnata autocommiserazione.
Tuttavia, si rendeva assolutamente evidente una sola caratteristica che stonava con il suo atteggiamento altrimenti passivo: il portamento.
Chiunque avrebbe potu…