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Visualizzazione dei post da Marzo, 2017

'Il veleno dell'oleandro' di Simonetta Agnello Hornby

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E così, ho finito l'ultima pagina, chiuso il libro da destra verso sinistra e, rivoltatolo, riaperto da capo, per leggere di nuovo il primo capitolo del romanzo. Non mi era mai successo. Ma dovevo fare ulteriormente ordine nelle vicende e, soprattutto, assecondare la mia mente, consentendole di permanere, beata, ancora un po' nella storia. Avrei addirittura continuato oltre il primo capitolo.

Con Torregrossa mi sono avvicinata alla scottante, ammaliante Sicilia letteraria. Essendone rimasta folgorata, non ho potuto resistere a questo libro rosso che brillava sull'espositore centrale dell'immensa Feltrinelli. E mi sono innamorata di Simonetta Agnello Hornby. 

Gli oleandri: bellissimi ma velenosi. Sono rimasti nella mia mente da quando, tempo fa, ho sentito del ritrovamento di una coppia di giovani che avevano deciso di vivere dei frutti della terra, allo stato brado, ed avevano ingerito, ignari, foglie di oleandro.
Una tortura simile viene inferta, nel romanzo, a chi non o…

Correttori di libri

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Adesso sto pensando che sia Eça che Balzac si sentirebbero i più felici degli uomini, nei tempi odierni, davanti a un computer, intercalando, trasponendo, ripassando righe, scambiando capitoli. E noi, lettori, non sapremmo mai quali strade hanno percorso e dove si sono perduti prima di raggiungere la forma definitiva, ammesso che esista.
José Saramago, "Storia dell'assedio di Lisbona".
Libro vuol dire Libero

Figli

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La meraviglia della lettura

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'Una piccola storia ignobile' di Alessandro Perissinotto

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Mi piace l'affiancamento dei ruoli psicologa-detective.

Una coppia di ruoli che non sarà piaciuta altrettanto alla protagonista del romanzo, la quale accetta un incarico, ricondotto alle sue competenze in maniera molto forzata, per soldi.
Sì, per soldi; non per la brama di denaro, bensì per poter degnamente vivere. Una psicologa, quindi, che viene raffigurata in maniera abbastanza diversa da come è percepita dal senso comune: non è una professionista che aiuta la gente perché affetta dalla sindrome della crocerossina, ma svolge un lavoro che come tale merita retribuzione; una psicologa che, contrariamente a quanto in maniera dilagante si pensi, non legge il pensiero della gente e non interpreta i sogni di pazienti sdraiati sui lettini; una psicologa che, come tutti gli umani, affianca alla lucidità ed alla razionalità un turbinio di emozioni, paure e sofferenze; una psicologa che può avere problemi nella vita e non essere necessariamente in grado di risolverli da sola e "autocu…