Melodia




Guardò la copertina del disco abbandonandosi alle note che si susseguivano con maestria. Erano note sole e isolate, desolate. Anche lei si sentiva una nota: immaginò di fluttuare nell’aria, propagandosi in cerchi concentrici. Era leggera, in cerca di un orecchio che la cogliesse. Tuttavia, se chiudeva gli occhi, si accorgeva che le note si tenevano compagnia stringendosi le mani in sequenza. Legate insieme, non erano più brevi e fugaci suoni, per certi versi insignificanti; creavano un’armoniosa melodia che danzava in punta di piedi sulle corde del suo sentimentalismo più profondo, facendolo vibrare. E quelle vibrazioni risuonarono partendo dall’ultima cellula del suo corpo, passando attraverso i battiti gravi del suo cuore, che tenevano il ritmo. Attraversarono le sue mani delicate, facendo tremare le dita affusolate. Giunsero, infine, agli occhi, che continuarono a fissare, immobili, la copertina dell’album e lo vedevano sempre più sfuocato. Le lacrime formavano uno specchio trasparente che riempiva le cavità oculari, riflettendo la luce della candela accesa. Una goccia cadde, liberandosi dalla stretta morsa delle palpebre; si era sciolta.

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