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Visualizzazione dei post con l'etichetta Letture del mondo

'Nel giardino dell'orco' di L. Slimani

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Ho visto la copertina e mi è sembrato un romanzo erotico.  Ho letto la trama e mi è sembrato un romanzo erotico. Mi sono immersa nelle prime pagine e mi è sembrato un romanzo erotico. Un incipit diretto, crudo, che non lascia spazio all'immaginazione. Tuttavia, lo stile narrativo è da subito apparso agli antipodi di tale genere letterario: frasi brevissime, spezzettate, spesso senza verbo. Troppo aride per un erotico. Un abuso della parola "sesso" per riferirsi ai genitali.  Tempo verbale al presente, come qualcosa che si ripropone, si ripete, rivive, allo stesso modo in cui si ripresenta il comportamento compulsivo della protagonista. Alcuni aspetti della storia mi hanno davvero irritato: il modo in cui Adèle si rapporta al marito, come se non esistesse; il modo in cui il marito sembra completamente cieco alla realtà parallela che non vuole vedere; il modo in cui Adèle tratta il suo corpo, portandolo all'estremo, provandolo, torturandolo , annientando qua...

'Un treno pieno di vento' di Rae Meadows

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Ogni tanto mi godo il piacere di setacciare i banchi impolverati dei mercatini all'aperto, alla ricerca di trofei, meglio se sconosciuti, a basso prezzo. Cercando cercando, ho imparato, però, a prestare sempre una certa attenzione alla casa editrice: in questo caso, ho interpretato la scritta "Rizzoli" in fondo alla copertina come sinonimo di una certa garanzia (nonostante il refuso di Una piccola storia ignobile , che, mio malgrado, difficilmente riuscirò a dimenticare!). La trama, letta come sempre distrattamente, mi era parsa interessante: delineava, come suggerito dal titolo, uno scenario di bambini , orfani o in condizioni disagiate, trasferiti dalla New York dei primi del Novecento verso fattorie dislocate nel resto degli Stati Uniti, su lunghi treni pieni di visini impauriti.  Molto più attinente alla storia, posso affermare alla fine del romanzo, il titolo originale: Mothers and daughters . Intenso, ineluttabile, unico e sempre diverso appare, infatti...

'Le ho mai raccontato del vento del Nord' di Daniel Glattauer

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Trovato nelle promozioni in libreria, non mi ero lasciata intimidire dal titolo non molto convincente (e tanto simile a L'eco lontana delle onde del Nord , con cui non ha nulla in comune): la trama, al contrario, mi aveva davvero incuriosita. In effetti, ritengo che il titolo non sia abbastanza evocativo. Ciò che riguarda il Nord, però, lo devo ammettere, mi piace. Ad ogni modo, questo è stato un vero record: un libro letto in soli due giorni (ovviamente, due giorni di lavoro full-time affiancato alla dura vita da pendolare). Veniamo al dunque: un uomo e una donna cominciano, per caso, a scambiarsi e-mail e continuano a farlo, per scelta. Il resto bisogna leggerlo per capire quanto le pagine siano ipnotiche e totalizzanti, esattamente come la dinamica che si stabilisce tra Emmi e Leo , la quale condiziona l'andamento della quotidianità ed influisce su tutte le sfere della loro vita. Un diversivo dalla realtà, dunque, questo gioco: lei che cerca di evadere da ...

Pagine e parole

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Passai quei giorni che precedettero l'inizio delle lezioni senza uscire quasi mai dalla mia stanza. Cercavo di leggere, ma le parole volavano via dalle pagine. Le ore se ne andavano guardando dalla finestra la villa di Germàn e Marina in lontananza. Carlos Ruiz Zafón, 'Marina'

Il ponte galleggiante - Nemico, amico, amante...

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Neil aveva 16 anni di più. [...] Una sera a letto, prima di addormentarsi, mentre gli teneva la mano, una mano calda e viva, aveva pensato che almeno una volta nella vita avrebbe stretto nella sua, toccato, la mano di Neal ormai morto. E che non sarebbe stata in grado di farsene una ragione. Di credere al fatto che potesse essere morto e inerte. Per quanto prevedibile e prevista fosse quella condizione, lei non sarebbe mai riuscita ad accettarla. A credere che, in fondo a qualche misterioso abisso, lui non fosse consapevole di quell'istante. Di lei. Pensare a lui privo di quella facoltà le procurava una specie di vertigine emotiva, la sensazione orrenda di precipitare. E, al tempo stesso, una forma di eccitazione. L'ineffabile eccitazione che si prova quando un disastro imminente promette di sollevarci da ogni responsabilità legata alla vita. In quei casi, un senso di pudore costringe a darsi un contegno e a restare immobili. Alice Munro, 'Nemico, amico, ama...

'Nemico, amico, amante...' di Alice Munro

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Cominciamo con una breve premessa: le frasi che contengono i puntini sospensivi non mi fanno impazzire. Quanto potrebbe, di conseguenza, attirarmi un libro il cui titolo contiene puntini sospensivi?  Non mi piacciono neppure le raccolte di racconti. Sono troppo frammentate ; mi infastidisce il non riuscire a legar e i racconti tra loro e, soprattutto, ogni volta che una storia si schiude davanti ai miei occhi, devo ristrutturare la scena, catapultarmi in una nuova ambientazione, imparare tutti i nomi dei personaggi e abituarmi alla loro presenza. Infatti , l'unica raccolta di racconti che abbia letto è Branchie, ma solo perchè scritta da Ammaniti. Che, per inciso, mi è piaciuta. Ad ogni modo, un regalo è un regalo e va sempre onorato. Data la premessa... sarebbe affrettato giungere ad una conclusione. E con quest 'ultima proposizione, vado pure contro il mio personale principio dell'u tilizzo e xtraparsimonioso dei puntini s ospensivi . D'altra parte, giu...

Il progioniero del cielo

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Bea rispose girandosi dall'altra parte e coprendosi la testa con il cuscino. Mi soffermai ad assaporare la curva di quella schiena e il suo dolce pendio che nemmeno tutti i camicioni del mondo sarebbero riusciti a domare. Ero sposato da quasi due anni con quella prodigiosa creatura e ancora mi sorprendeva svegliarmi accanto a lei avvertendo il suo calore. Stavo iniziando a scostare il lenzuolo e ad accarezzare la parte posteriore di quella coscia vellutata quando la mano di Bea mi conficcò le unghie nel polso. « Adesso no, Daniel. Il bambino sta piangendo .» Carlos Ruiz Zafón, 'Il prigioniero del cielo'. Libro vuol dire Libero  

Il gioco dell'angelo

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«L'invidia è la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato.  Fortunato colui al quale latrano i cretini, perché la sua anima non apparterrà mai a loro». Carlos Ruiz Zafó n, ' Il gioco dell'angelo' Libro vuol dire Libero

L'uomo del vento

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Io ero cresciuto con la convinzione che il quieto grigiore del dopoguerra, la miseria, i rancori inespressi, fossero normali come l'avvicendarsi delle stagioni. [...] Una delle tante insidie dell'infanzia è che non è necessario capire per soffrire. Ma quando arriva l'età della ragione, le ferite non possono essere sanate .   Carlos Ruiz Zafón, L'ombra del vento   # librovuoldirelibero   # Zafón   # letturedalmondo Libro vuol dire Libero