I pensieri che si diffondono
Ancora assonnata, esco di casa. Contemporaneamente, il mio vicino, uscendo, chiude la porta. Lo saluto con un timido cenno del capo. Eccola. Sempre di corsa, tutte le mattine. Che ansia che mi trasmette. Questo cancello è diventato pesante da aprire, non scorre agevolmente nella guida. Occorre del lubrificante. Devo ricordarmene al mio rientro. Parto, attraversando una parte del centro del paesino, dove studenti che dormono ancor più di me aspettano l'autobus alla fermata. Incrocio il signore con il cappello, che cammina spedito e, vedendomi, sorride di sottecchi. Buongiorno signorina, vada adagio, che la strada è scivolosa per l'umidità della notte. Alla seconda curva, il padrone del pastore tedesco insegue, goffo, il cane giocherellone che sfreccia nell'ampia piazzola del campo di calcio. Corri, Arnold! Hey, ti prendo, sai? Vieni qui, fatti accarezzare questo testone. Accidenti, già le 7.30. Andiamo, su, che devo anche fermarmi a fare rifornimento. Qu...