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Le signore del vento

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Le nuove signore delle distese paglierine abbracciano il vento e si lasciano travolgere. Affusolate, toccano il cielo con un dito. Salutano passanti distratti roteando le lunghe braccia.  Il loro silenzio ne attrae ipnoticamente l'attenzione. Sbucano dalla punta di una dolce collina tondeggiante o sovrastano imponenti altipiani aridi; spesso in compagnia, formano lunghe file di aghi volteggianti, come in un domino provocato dal vento. I loro corpi, sorretti da piedi ben piantati nel terreno, sono vibranti di energia. Gli occhi di bambina ne ammirano la leggiadra maestosità. Vi passano accanto, intimoriti ed incuriositi, osservando le signore con stupore ed entusiasmo. Si immedesimano in quei corpi dalle braccia spalancate e dai volti imperturbabili, fissi nel vento. E così vedono distese assolate che si perdono all'orizzonte, dolci colline macchiate di giallo e di verde; solchi acquosi di piccoli torrenti e oasi dove si abbeverano greggi compatte; v...

Berta non filava

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Berta non filava affatto. Aveva filato solo quando, ancora fanciulla dalle dita morbidose e doppie, costringeva sua madre a portarla al "ristorante dei piccoli", quel luogo che ai suoi occhi appariva una dimensione a misura di bimbo, dove regnavano urla, giochi e creatività. Ecco, lì aveva imparato a filare, alla scuola materna. Ma il fuso era stato accantonato poco dopo, nell'umidità della cantina. Man mano che cresceva il suo corpo, si facevano strada nei suoi occhi vispi la curiosità, la voglia di guardarsi intorno, di scoprire il mondo, di avventurarsi per contrade mai viste, spinta dalla sola forza delle ginocchia sbucciate ed accompagnata dal suono dell'allegro campanello della bicicletta. Leggeri vestiti al vento, sottili sandali consumati dalle corse, pelle scurita dal sole e dalla polvere di terra arsa. Borsetta di cuoio a tracolla, e via. Da allora erano passati anni e Berta si era trasformata in una donna in carriera. Tailleur, capelli t...

Nuda verità

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Chissà quale sarà la sua reazione di fronte alla mia nudità - pensavo costantemente. Quando mi spoglierò del trucco che mi copre la pelle, mi contorna gli occhi, mi colora le labbra, mi profuma la faccia. Quando la fragranza vaporizzata sul mio collo sarà svanita nell'aria, negli abbracci e nei contatti, nel sudore impercettibile e nei pori assetati. Quando i vestiti accuratamente scelti per valorizzare alcuni aspetti del corpo e mascherarne altri, saranno scivolati lungo i fianchi imperfetti e, carezzando le gambe lunghe, si saranno adagiati sul pavimento lucido. Chissà quale effetto gli farà la mia nudità interiore, quella impalpabile, quella invisibile, intoccabile, ma captabile.  Quella nudità regnante nel silenzio di sguardi tra due persone sole, che ora non possono più nascondersi. Non possono più celarsi alla luce abbagliante dei raggi del sole; non possono più modificarsi tra il rumore della gente; non possono più mimetizzarsi tra le risa degli amici. ...

'Nessuno si salva da solo' di Margaret Mazzantini

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Sapevo dentro di me che un libro che ci attrae tra tanti sullo scaffale di una libreria lo fa per un motivo ben preciso. È come se su di esso si accendesse una luce magnetica che lo rende libro tra una serie di parallelepipedi accuratamente impilati.  Tutto il resto è buio e quella luce diventa più forte quando apriamo la copertina e leggiamo la trama.  In quel momento, diventiamo consapevoli del fatto che il libro ha scelto proprio noi, in mezzo ai corpi occhialuti e stralunati che popolano gli scaffali, e non viceversa. Questo romanzo è stato come una lampadina accesa su un pensiero ancora inconsapevole, che covava già da tempo nella mia mente. I libri che leggiamo ci piacciono solo se li leggiamo nel momento giusto. Perché riconosciamo alcuni luoghi descritti; perché la trama ci evoca qualcosa di familiare; perché gli stati d'animo riportati hanno popolato la nostra emotività; perché le vicende sono nostre o semplicemente perché diventiamo noi i protagonisti del...

Perle e rossetto

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Esco dalla scena tra applausi composti, melodici e sincronizzati; mi rifugio nel camerino angusto ed accogliente. Vengo assalita dal mio stesso profumo, da una rilassante luce soffusa, da un caloroso disordine.  Metto via la parrucca bionda e con le punte dei piedi stacco le scomodissime scarpe dai talloni, una alla volta, lanciandole alla rinfusa. Mi siedo alla grande specchiera e accendo lampadine accecanti, pronta ad afferrare il latte detergente, il quale profumato sgorga dal flacone e si schianta contro un morbido disco di spugna.  Tolgo via la maschera di trucco che copre gli occhi, le sopracciglia, le gote, le labbra. Sono ricordi nitidi di una gioventù rincorsa, quando ero una stella fulgida, brillante; quando ero circondata da persone che mi seguivano come i girasoli si rivolgono al sole; quando di fronte a me si stagliavano migliaia di volti indistinguibili nella penombra del teatro, che seguivano ogni mossa ed ogni parola con la bocca aperta da cu...

Progettare: come e perché?

L’esperienza di una volontaria in servizio civile Una volontaria in servizio civile racconta da spettatrice la stesura dei progetti per il servizio civile da presentare per un nuovo anno. Un nuovo anno da trascorrere con giovani dai 18 ai 28 anni all’insegna della solidarietà e della cooperazione. Un alveare in piena attività per la produzione del miele. Questa è l’immagine che mi sovviene quando ripenso alla stesura dei progetti per il servizio civile da parte dell’Agenzia Agorà, accreditata alla 1a Classe dell’Albo Nazionale degli Enti di Servizio Civile – Codice: NZ04591, con sede operativa in Avellino e Campobasso, a cui ho assistito in prima persona come volontaria in servizio civile. L’osservazione di questo processo ha favorito in me la presa di coscienza di tutto il lavoro che esiste dietro l’elaborazione di ogni singolo progetto, che, se approvato, sfocia secondo un percorso naturale nella pubblicazione di un bando per la selezione di volontari in servizio civile da impiega...

'La piccola dea della fertilità' di Paul Mesa

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Aprendo le pagine si sente il profumo del caffè.  Di quel caffè di cui Maria, madre della piccola Bica (sostantivo portoghese per designare un caffè ristretto), detiene gelosamente la ricetta originale, e che il cuoco del piccolo Schosshotel è ossessivamente e costantemente impegnato a scoprire, per tentativi ed errori. Le vicende di Bica si snodano all'interno e nei dintorni del piccolo, caldo hotel di una città senza nome, tra stanze, personale, clienti e misteri. C'è del non detto tra Maria e Bica e questo non detto influenza l'intero romanzo, dal passato al presente. La città è senza nome perché poco importa la collocazione spaziale dell'esosistema che circonda il microsistema dell'hotel, rifugio e punto di approdo della coppia dopo un continuo fuggire lungo l'Europa.  Germania, Francia e Portogallo si mescolano nelle parole, nei pensieri e negli scenari, ma è sempre Lisbona a ricorrere nei ricordi delle due donne. L'inizio del rom...