Stress e salute psico-fisica

Il nostro capo ci tiene sotto pressione e ci spunta quel fastidiosissimo herpes al labbro.
Dobbiamo affrontare una prova importante ed arriva puntuale il raffreddore.
Insomma, quando dovremmo essere in piena forza per poter fronteggiare un problema, ecco che ci sentiamo indeboliti.
Esiste un motivo per cui ciò accade: è il legame esistente tra stress e difese immunitarie.
In generale, i risultati della ricerca affermano che essere esposti a fonti di stress determina una risposta dell’organismo che è in grado di alterare la funzionalità del sistema immunitario. Questo vuol dire che lo stress provoca sia una depressione del sistema immunitario, con conseguente maggiore vulnerabilità allo sviluppo di infezioni, sia un’inibizione delle risposte infiammatorie e, quindi, maggiore difficoltà di guarigione in caso di lesioni.
I primi studi in tal senso furono condotti sugli astronauti, rivelando un innalzamento del numero di cellule immunitarie, come se fosse in atto un’infezione da combattere. Studi sulla deprivazione di sonno hanno invece mostrato una diminuzione della risposta di alcuni tipi di cellule immunitarie. Interessanti anche gli studi sugli studenti universitari, i quali hanno rilevato, in prossimità di un esame, una ridotta funzionalità di diverse componenti del sistema immunitario.
Altri studi sugli effetti degli stress prolungati hanno mostrato modificazioni del sistema immunitario come conseguenza dell’esposizione prolungata allo stimolo stressante. Ad esempio, situazioni che provocherebbero un’alterazione della funzione di difesa del corpo umano sarebbero: disoccupazione, difficoltà economiche, isolamento sociale, prendersi cura di un parente affetto dalla malattia di Alzheimer.

Oltre che sul sistema immunitario, la risposta di stress può avere conseguenze negative anche su altri aspetti della salute fisica dell’uomo: ipertensione (con conseguente maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari), danneggiamento del tessuto muscolare, diabete da steroidi, infertilità, inibizione della crescita, danni cerebrali (soprattutto a livello di strutture preposte all’apprendimento ed alla memoria).

È importante, però, ricordare sempre che ogni individuo è diverso da un altro; pertanto, di fronte ad uno stesso stimolo stressante ciascun individuo può avere reazioni differenti. Ciò dipende non solo dalla percezione e dalla reattività emozionale dell’individuo stesso, ma anche da altri fattori individuali e da fattori esperienziali.

Fonti:
Carlson, N. R. (2002). Fisiologia del comportamento. Padova: Piccin.
O’Leary, A. (1990). Stress, emotion, and human immune function. Psychological Bulletin, 108, 363-382.

 
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