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Visualizzazione dei post con l'etichetta Racconto

Chi sono

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Qualche riga su di me… Mi chiamo Enza Graziano e sono irpina. Sono Psicologa e Dottore di Ricerca in Scienze della Mente. Al di là della formazione e del lavoro, c'è qualcosa nella mia vita che mi fa volare in alto, oltre i confini della realtà: leggere e scrivere. Ecco perché Libro vuol dire Libero. Se anche voi amate leggere, perdetevi nei miei post: vi imbatterete in racconti che nascono dalla vita quotidiana e sarete incuriositi da ciò che le pagine di un libro possono suscitare.

La rinascita

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Sergio si recava al lavoro tutte le mattine con lo stesso autobus. Era molto stanco della vita da pendolare: unico aspetto che quasi esclusivamente, conferendogli un'aria stanca, pesava sull'età che dimostrava. Aveva i capelli bianchi e leggermente radi sullo scalpo; alcune mattine preferiva indossare gli occhiali scuri per nascondere le occhiaie, mentre proprio mai riusciva a nascondere ai suoi occhi quel tremore alla mano sinistra che lo affliggeva e lo faceva sentire tremendamente, inesorabilmente vecchio. Nessuno avrebbe notato quel tremore, se solo avesse evitato di utilizzare in maniera preponderante la mano in questione: sembrava, al contrario, voler sottolineare la sua sofferenza, come un tentativo di sventolare bandiera bianca al cospetto della vita, accettando quella croce con rassegnata autocommiserazione. Tuttavia, si rendeva assolutamente evidente una sola caratteristica che stonava con il suo atteggiamento altrimenti passivo: il portamento. Chiunque avrebbe...

La folla

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Una folla da delirio. Volti anonimi mi trascinano in una direzione a senso unico come un fiume in piena.  Non mi sembra che io stia usando i miei piedi per muovermi; ho la sensazione di scivolare su pattini a rotelle che non controllo. Mi guardo intorno e penso che tutto sommato non è male questo stato. I volti anonimi hanno espressioni piuttosto allegre. Sono vestiti di colori sgargianti ed hanno occhi brillanti. Magari l'ondata di gente mi porterà in un bel posto.  Tuttavia non riesco a lasciarmi andare perché mi sento soffocare. L'aria non circola nel fitto reticolo umano. Riprendo il controllo dei miei piedi e della mia testa e, cercando di divincolarmi, tra gli spintoni, trovo riparo in un angolino, dove posso respirare aria, decisa a rilanciarmi nell'ondata non appena i miei polmoni e la mia pelle saranno sazi di ossigeno.  Continuo a guardarmi intorno incuriosita. È sera ma è caldo; mi sento come se fossi chiusa in un'enorme campana di ve...

Rimedi di bellezza

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Antonia ha in agenda un importante impegno lavorativo. E' impiegata nel customer service di una famosa compagnia che opera in ambito turistico. In azienda se ne parla da mesi e, ahimé, è proprio arrivato il fatidico giorno.  Domani la sua faccia - sì, proprio quella che ogni giorno lo specchio le restituisce solcata da profonde occhiaie, piccole quanto odiose imperfezioni e capelli spenti come il suo sguardo alle sei del mattino - sarà proiettata nelle più affollate stazioni dei treni, alla mercé di viaggiatori curiosi in cerca di sfiziosi passatempo. La prospettiva di mostrare la sua faccia a tante persone di certo non la entusiasma. Al contrario, è terrorizzata dall'eventualità di ritrovarsi vittima indifesa delle solite incontrollabili vampate di calore che la rendono simile allo stop di un semaforo: diventa inevitabilmente tutta rossa, dalla radice dei capelli sulla fronte al petto. E, diversamente da quanto accade di solito, questa volta non potrà di certo nascondere...

Melting Pot

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Varcando quella porta, le sembrò di entrare in un'altra dimensione. La strada che conduceva alla casa era in penombra; emanava esalazioni di leggera umidità estiva e profumava di fiori notturni. Nell'aria si sentivano solo il ticchettio dei sandali e le espirazioni di fumo di sigaretta. Miriam percepiva che man mano che si avvicinava a quell'incontro le sue gambe diventavano più leggere, il cerchio alla testa si allentava, le palpebre non erano più così calanti e l'angoscia che era solita portarsi dietro ovunque andasse le aveva concesso un attimo di respiro a pieni polmoni. Certo, si sentiva strana, perché l'evento era a dir poco insolito; non sapeva cosa aspettarsi e, anche se l’effetto sorpresa non le dispiaceva poi più di tanto, sentiva in circolo tutta l'adrenalina che il suo corpo fosse in grado di produrre. Durante la lenta agonia, Marco aveva ripensato quotidianamente a tutte le persone capaci di lasciare un segno nella ...