'Fai bei sogni' di Massimo Gramellini





Un bellissimo regalo di Natale.
 "Mi è sembrato proprio quello giusto per te", hanno detto. 
Un po' per il titolo, innegabilmente di buon auspicio. Un po' per la trama. 

Aperto il pacchetto, la copertina mi è piaciuta tantissimo. Non credete che abbia un ruolo fondamentale, una copertina? Azzurra, come il cielo e come il mare. Con un bambino che stringe, mediante un filo sottile, un palloncino rosso e che, nella mia mente, sta per lasciarlo. 
Se qualcuno sceglie il libro per me, di solito non leggo la trama, perché il più delle volte mi condiziona: non mi lascia godere i colpi di scena ed il susseguirsi naturale degli eventi. 
- Se scelgo io il libro per me, per lo stesso motivo, la leggo velocemente e poi, imperativamente, dimentico.

Lo so, mi sto perdendo in dettagli inutili. Credo che stia accadendo perché mi risulta complicato commentare il contenuto del romanzo. E' sempre difficile, se non impossibile, commentare una storia di vita. Una storia di vita vera, reale, vissuta da personaggi troppo in carne ed ossa per poter essere analizzati, in luoghi troppo vividi e carichi emotivamente per poter essere delineati. Il tutto descritto con uno stile linguistico così semplice ed efficace da poter essere soltanto letto, esperito, immaginato.

E' vero, siamo tutti un po' orfani, nella vita. Tutti, prima o poi, ci imbattiamo in una qualche perdita, e non mi riferisco, in maniera alquanto riduttiva, esclusivamente a perdite di tipo luttuoso, perciò intese in senso letterale. Qualsiasi cambiamento, infatti, comporta una perdita. Ed il cambiamento, nella vita, è inevitabile: il tempo scorre, le esigenze cambiano, i desideri ed i sogni evolvono, i luoghi si sostituiscono e le persone si susseguono. 
Ma quanto è arduo accettare le perdite. Sebbene sia naturale e prevedibile, è sempre, sempre almeno un poco problematico. Ed ecco che la nostra mente elabora le strategie più disparate per proteggersi dalla sofferenza che in maniera ineludibile una perdita comporta. La realtà, tutto ad un tratto, si impone davanti a noi e, pretendendo di essere presa in considerazione, abbatte tutte le fortezze ingegnosamente e faticosamente innalzate.
E' quello il momento in cui, per l'ultima volta, stringiamo il filo del palloncino più forte che possiamo e dopo, insieme alle lacrime che non sapevamo di possedere, guardiamo il palloncino volare via, in alto, sempre più in alto, finché non scompare dalla nostra vista, certi che, tuttavia, resterà sempre nel nostro sguardo.



Il segno che mi hai lasciato...
Solcai a grandi passi il salottino del residence alla ricerca di qualcosa di appagante da distruggere. Finché tra il divano e le tende vidi un tremolio bianco. Billie. Spaventata, ma soprattutto offesa: senza amore com'ero, la stavo affamando. Caddi in ginocchio e la strizzai in un abbraccio che me ne ricordava uno lontano. Mi uscirono lacrime che non sapevo di possedere. Billie le leccò tutte con pazienza e il furore un po' alla volta evaporò.


In una parola: Lacrimoso

#librovuoldirelibero


Libro vuol dire Libero
Posta un commento