Iniziazioni




Ricordo molto bene la mia iniziazione allo status di "lettore appassionato".
Ero in convalescenza per una brutta lesione al ginocchio.
Apatica, triste e annoiata, fui salvata da un romanzo che mi ha risvegliato da un lungo torpore.
Non sto parlando di tanti anni fa: avevo già ben 28 anni.

Non provo vergogna a dirlo, come non avevo vergogna a confessarlo allora, nonostante le espressioni sbigottite che quella affermazione comportava. Non mi piaceva leggere. Non mi piaceva per niente. Ritenevo di trascorrere e di aver già trascorso troppo tempo (a sgobbare) sui libri, per potermi avvicinare ad essi anche nel tempo libero. 
La letteratura per me era soltanto un lontano ricordo del liceo (quando ero troppo adolescente per poter esserne appassionata) ed i libri che avevo letto potevano essere contati sulle dita delle mani.

Poi, finalmente, la svolta. Ricordo ancora le parole di chi me lo prestò: <<Sono sicura che questo autore ti piacerà, vedrai!>>. 

Il romanzo era Ti prendo e ti porto via, di Niccolò Ammaniti.
In seguito, ho letto quasi tutti i suoi libri, sempre più stupita, meravigliata ed estasiata. Se immagino di osservarmi dall'esterno mentre leggo un libro di Ammaniti, vedo una donna assorta in un mondo lontano, in un susseguirsi di sorrisi, occhi sbarrati per la sorpresa, bocca improvvisamente tappata dalla mano per lo stupore, imprevedibili sussulti vocali.

Un altro romanzo di Ammaniti, Come Dio comanda, ha rappresentato la mia iniziazione alla scrittura.
Mi aveva così appassionato, così messo in subbuglio, così tanto emozionato che non riuscivo a tenere tutto dentro. Dovevo tirarlo fuori e dare forma al tutto attraverso le parole. E così, aprii questo blog.

Qui sotto, il link al commento, che risale ormai a ben quattro anni fa. 

Come Dio comanda



Libro vuol dire libero 










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