Il reato contro Nobel



Se affermo che non mi piace Picasso, sto commettendo un reato?
In altre parole, è punibile per legge chi non riesce ad apprezzare capolavori universalmente riconosciuti come tali ed i loro autori?

Non me ne vogliate: Picasso è solo un esempio.
La mia personale risposta alle domande, comunque, è: No.
Ritengo che i gusti non possano essere giudicati come giusti o sbagliati, anche se la maggior parte del globo ha osannato all'unanimità un artista come il più grande di tutti i tempi.
Credo che nel concetto di arte (sia nella produzione che nella ricezione) sia insita una componente di soggettività che fa in modo che ci innamoriamo di alcune opere più di quanto ci batta il cuore per altre, e per altre ancora proviamo indifferenza. E questo è vero per tutte le forme di arte, a mio modesto parere. 

Con questi interrogativi introduco un breve commento ad un libro che ho acquistato qualche tempo fa alle bancarelle a prezzo modico (ne ho parlato in: Alla ricerca di gioielli), dalla penna di un premio Nobel: Herta Müller. 
Un commento banale a freddo? Non mi è piaciuto. Non l'ho neppure finito. Quando lo aprivo al mattino, ne ricavavo irritazione, perchè faticavo a capire; alla sera, ero troppo stanca per potermi cimentare nella comprensione di quelle righe. Righe che ho percepito come sconnesse; da monologhi interiori si passa a dialoghi con personaggi che entrano ed escono dalla scena, fino a descrizioni di ciò che vedono gli occhi di Irene, fatte di frasi elementari (soggetto - predicato - complemento. soggetto - predicato - complemento). 
Di certo, il tema sottostante è duro (Irene lascia quello che chiama l'altro paese, ovvero la Romania, approdando alla Germania dell'Est), ma non mi aspettavo una rappresentazione così fedele della sofferenza, ovvero scarna, difficile da seguire, muta. 

Due sono le possibili spiegazioni a questa mia mancanza di entusiasmo provocata dal libro: la prima è che sono entrata in contatto la creazione meno interessante della scrittrice; la seconda è che non ho la sensibilità d'animo o le capacità cognitive per poter comprendere una tale nobile arte.
Questa seconda interpretazione l'ho partorita dopo aver letto la motivazione del premio Nobel: Con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati.

Onore al merito, sempre.

Il segno che mi hai lasciato:
- Voglio fare l'amore con te.
La macchia di luce voltandosi brillò. Poi la testa di Irene si serrò. I suoi occhi erano chiusi. Lo sguardo perforò tutto il corpo, attraversandone i corridoi interni. Sentiva Franz, le sue ossa, come se appartenessero a lei.
Il corpo era caldo e trovò le parole giuste. Tutto il corpo partecipava, rifletteva su quello che diceva Irene.

In una parola: Muto 

Libro vuol dire Libero 
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