'Tsubaki & Hamaguri' di A. Shimazaki



In alcuni post precedenti, ho commentato due libri nati dalla penna di scrittori del Sol Levante.
La sensazione che mi è rimasta, se ripenso a quei romanzi, è in un caso di angoscia (Il demone), nell'altro di lussuria (La chiave).

Leggere Tsubaki & Hamaguri, al contrario, ha indotto in me una sensazione di tranquillità, nonostante le vicende siano ambientate a Nagasaki poco prima e subito dopo la tragedia delle bombe atomiche.
Quello rappresentato nelle pagine - mi è sembrato - è proprio il Giappone della saggezza orientale, del raggiungimento di uno stato di serenità. 
Come per gli altri romanzi, è presente, ancora una volta, un Giappone che nasconde delle vicende scomode, inaccettabili, da tenere accuratamente nascoste.
Lo sgancio della bomba sventra, fa esplodere, genera terrore e sofferenza, contestualmente alla scopertà della verità.


In foto: Parco del Memoriale della Pace a Hiroshima.

Il segno che mi hai lasciato...
<<Come possiamo essere sicuri che la memoria scompaia? Si sa che il corpo, cremato o seppellito, si decompone, perché possiede una forma materiale. Ma la memoria, che non ha forma, come possiamo essere sicuri che scompaia?>>
[...]
<<Credo che la nostra memoria, mia e tua, si perpetuerà nel bosco, eternamente>>.
 

In una parola: Giapponese



Libro vuol dire Libero 




 



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